Ho scelto la via più complicata ma che mi rappresenta di più.
Seguo la mia indole, perseguo crescita ed obiettivi.

Step3

Seconda startup

Dopo alcuni anni a girovagare tra un lavoro e l’altro, arrivò il tempo della mia seconda start-up. La chiamo così ironicamente, allora i miei la definirono, giustamente, un colpo di testa. Li ringrazio per avermi lasciato la libertà di intraprendere la mia “follia”.

Con un caro amico fondammo un’associazione sportiva dedita alla snowboarding. Il progetto fu realizzare uno snowpark in una piccola, ma graziosissima, località sciistica della Valsassina, sopra Lecco, baciata dal sole.
E così mi trovai da prendere ogni mattina il tram a Milano, a salire in funivia sulle Prealpi Orobiche.

In realtà non fu affatto una follia, anzi.
Quest’avventura, durata un anno, mi catapultò nel mio nuovo mondo. Segnò tante prime volte: marchio, immagine coordinata, sito web, pubblicità stampa, volantini, locandine. Tutto rigorosamente e fieramente auto prodotto, con il primo PC.
La prima vera volta però fu del notaio, che nonostante la parcella, mi provocò grande emozione.

Imparai a tenere i rapporti con la commercialista, dialogare con la Comunità Montana e due Comuni, comunicare con la stampa locale, promuovere l’aspetto commerciale con gli sponsor, quello gestionale ed organizzativo per gare ed eventi e, naturalmente, ripagare la fiducia dei clienti o meglio, degli associati.

Fa figo solo dirlo, ma fummo troppo avanti. Ho recentemente visto il Ted di un esperto riguardo al timing. Dopo varie analisi, ha decretato il timing l’aspetto più influente delle start-up di grande successo. Più dell’idea, del team e del funding. Nel bene o nel male.

Le strutture per la tavola in Italia erano presenti, quell’anno, solo in due rinomate località sciistiche, che si erano dotate di uno spazio appositamente attrezzato per chi si divertiva, principalmente, con il freestyle, a saltare in parole povere. E non erano in Lombardia.

Gli anni successivi le strutture spuntarono come funghi ed ora sono parte integrante ed imprescindibile dell’offerta di tutti gli spot invernali.

Da quest’esperienza ne uscii con due enormi benefici.
Il primo, grazie ad anno di aria pura, mi fece praticamente scomparire delle modeste, ma fastidiose, allergie respiratorie.

Il secondo, grandioso. I geni della creatività di mio padre uscirono allo scoperto ed io capii, finalmente, che la mia indole e le mie migliori capacità dovevo approfondirle in ambito comunicazione, web, design, brand, grafica.