Ho scelto la via più complicata ma che mi rappresenta di più.
Seguo la mia indole, perseguo crescita ed obiettivi.

Step2

Primo lavoro

Scalpitavo per lavorare. Non è stato amore a prima vista, ho apprezzato col tempo il periodo dello studio, ma i voti, per quanto validi, non mi soddisfavano come un compenso.
Non era avidità, la retribuzione in solido mi dava la sensazione di costruire qualcosa e la trovavo molto più stimolante.

Ho iniziato a lavorare già durante la scuola, quando avevo tempo libero e vacanze. I soliti lavori, in locali o durante stagioni estive, che puoi affrontare nel solito modo, oppure con quel briciolo di volontà e serietà in più, che poi ti porti dietro facilmente per il resto del tuo percorso.

Appena libero full-time, ho vissuto subito diverse esperienze lavorative, principalmente mansioni di ufficio in ambito turistico, eventi, certificazioni commerciali in società di varia forma e dimensione. E no, in effetti non c’era un grandissimo filo logico, ma io nel dubbio, lavoravo.

Sarà stata la precoce predisposizione al lavoro, ma nonostante non sapessi sinceramente ancora cosa avrei fatto di preciso, ho colto sempre ogni realtà con grande entusiasmo ed impegno.

Mi sono piaciute tutte, mi hanno insegnato molti aspetti del lavoro, della vita aziendale, dei rapporto con colleghi e clienti ed i primi approcci con il PC, che sarebbe poi diventato il miglior amico dell’uomo Stefano.

Il primo lavoro in assoluto fu grazie a mio padre, che mi fece iniziare in un noto tour operator nei viaggi incentive. In realtà fu uno stage, perché non mi diedero il becco di un quattrino, neanche un Ticket Lunch, zero.

Questo fu anche il motivo che mi costrinse ad interrompere gli studi presso la L.U.S.T., Libera Università di Studi Turistici. Scelta dolorosa ma necessaria per la mia sostenibilità. L’importante per me però fu iniziare ed imparare il più possibile.
Ecco come andò.

Mio padre conosceva l’amministratore delegato della società. Non era il tipo da chiedere “favori”, ma effettivamente c’era la disponibilità a farmi fare uno stage.

L’amministratore delegato della società cambiò dopo appena un mese. Fine della mia prima ed ultima “raccomandazione” non retribuita.

Per la cronaca, mi calai subito in questa nuova esperienza ed lavorai intensamente, più di alcuni dipendenti di cui ancora non comprendevo il loro scarso entusiasmo. Eppure era una bella realtà, con uffici eleganti. E prendevano anche uno stipendio.