Playlist ElettroWork#1 musica elettronica per creativi

Stefano Bergomi Blog Music Spotify Playlist Elettrowork #1

2 Ore di musica elettronica per creativi, per me la colonna sonora adatta perché sento senza ascoltare e rimango concentrato.

Ascolto molti generi musicali, anche molto diversi tra loro, ma sono anni che quando devo rilassarmi, concentrarmi, entrare nel mood adatto per lavorare su un progetto creativo, che sia un’interfaccia, un prototipo, un marchio, una brochure o altre attività visual, la mia colonna sonora è quasi sempre composta di musica elettronica.

A proposito, mi sembra doveroso approfittarne per ringraziare l’indimenticabile Paolo Bolognesi con il suo programma Stardust, per aver contribuito ad ispirare tanti miei lavori. E credo non sia un caso che la sua radio e app, per chi volesse ancora gustarsi la sua musica di qualità, si chiami proprio Stardust Radio.

Naturalmente ognuno avrà la sua sinfonia preferita e questo genere deve piacere, nei suoni, nella lunga durata delle canzoni, nel suo ripetersi. E non significa solo “pestoni” ma anche melodie gradevoli e rilassanti.
Ci sarà pur un motivo se quando senti parlare di “bella musica” in un locale, solitamente si riferiscano a pezzi del genere. Da Mykonos a Ibiza e per fortuna ancora qualche locale o serata speciale a Milano, anche se difficilmente ormai sono della partita, ma saprei ben riconoscere ed apprezzare.

Ad ogni modo, altro che serate, qua si ascolta l’elettronica per produrre! E allora cuffie o volume alticcio e lasciala andare senza più preoccuparti di skippare. Il motivo per cui è adatta ai miei progetti creativi è che non mi impegna la testa, in genere non è cantata e quindi non contiene parole che mi distraggono dal lavoro e che rischiano maggiormente di portarmi verso altri pensieri.
L’elettronica mi suscita un’emozione costante ma senza rapirmi la mente, riesce a rilassarmi e mi consente di lasciar fluire ispirazione e creatività, che molto spesso significa dedicare tempo ad effettuare ricerche e prove.

Un altro genere che, in modo analogo, potrebbe suscitarmi lo stesso effetto credo sia la musica classica, in particolare il pianoforte, che prediligo. Al contrario avrei difficoltà a lavorare con del rock o dell’hip hop, ad esempio. E non perché non mi piacciano, ma proprio perché istintivamente mi catturerebbe troppe attenzioni.

Quando invece devo scrivere, che sia un post, una presentazione, dei contenuti SEO, ho invece bisogno di un buon livello di silenzio. Da nativo milanese apprezzo la compagnia di suoni e rumori del mio paese al lavoro, perché in Brianza, durante la bella stagione, almeno un tagliaerba è sempre in funzione.
E poi, meglio ancora, i suoni della natura e degli animali, per lo più piccoli volatili e cani, che sento arrivare dal terrazzo.

Ogni mestiere, ogni contesto ha la sua musica e anche per me è un fatto scontato. Fino a quando non entro in un ristorante, magari anche un bel locale, arredato con gusto, dove si può sentirsi a proprio agio e cenare anche bene… peccato per quella nota negativa, la musica.
Mi chiedo come facciano ancora alcuni ristoratori a rovinare tutto con la diffusione di una radio laqualunque. Con quelle glaciali interruzioni pubblicitarie, quel sottofondo di fastidioso fruscio che senti sempre, anche quando non è reale.
La musica a cena è solo e soltanto jazz, siamo d’accordo spero. Tutto il resto è deleterio. So di gente che è dimagrita in modo semplice e rapido, solo perché ha ascoltato musica inappropriata duranti i pasti principali.

Questi sono i 15 titoli su Spotify delle 2 ore di playlist di musica per i tuoi prossimi lavori creativi, ma potrei ben comprendere se volessi sfruttarli anche per serata con bella musica o un aperitivo in relax, magari in spiaggia.


Stefano Bergomi